MIO PADRE E’ UN EROE

Mio padre è un eroe

Quando ho la febbre la mamma mi mette una pezza bagnata sulla fronte e mi racconta le avventure del mio papà.
Lui è partito un giorno e io piangevo ma lui mi ha preso da parte e mi ha detto: “Kwasi non devi piangere perché hai un compito molto importante, ora sei tu l’uomo di casa e ti devi prendere cura della mamma e delle tue due sorelline più’ piccole fino al mio ritorno” Non ho pianto, mai più. Neanche quando mi sono ferito il piede con l’agblenu, la zappa, mentre preaparavo l’orto di casa per la semina, una mattina che era ancora buio, prima di andare a scuola.
Mio padre è un eroe, lui ha affrontato i predoni del deserto, là dove non cresce nemmeno un filo di gbe dámà, l’erba. Ha vinto la fame e la sete e poi ha raggiunto finalmente la costa di un mare dove l’acqua è acida e uccide la gente e ci sono dei mostri giganti che inghiottono intere barche piene di persone…
mio papà ha ucciso i mostri ed è arrivato in Europa.
La mamma dice che dove abita papà l’acqua non la prendi dal pozzo ma ci sono dei tubi che entrano in casa e in tutte le case, non solo quelle dei ricchi, la pipi’ la fai in una stanza con una tazza gigante piena di acqua pulita. Guardo la latrina dietro casa e mi sembra impossibile.
Mio papà ora è un uomo ricco, la mamma dice che ogni giorno va a raccogliere i pomodori e guadagna quello che guadagnava qui in un mese intero vendendo la frutta. Io sono contento perché mio papà ci manda tante cose, ora abbiamo sempre un sacco di riso, dell’olio e tanto pesce secco in casa e la mia mamma ha un telefono per parlare con papà. Adesso quando ho la febbre alla sera la mamma mi mette la pezzuola bagnata e mi da una delle pastiglie che ha spedito il papà dall’Europa. E la febbre passa… così non faccio gli incubi di quei mostri nel mare che inghiottono il mio papà.. io da grande voglio essere un eroe, come il mio papà…però mi manca